Non uscire dal bosco

Non uscire dal bosco
Becca Day

Piemme, pubblicato nel 14 luglio 2026
304 Pagine

In una baita sperduta nel cuore delle Highlands, Cal e Mary vivono quello che, almeno in apparenza, sembra un matrimonio “perfetto”, dove Mary incarna alla perfezione il ruolo della moglie tradizionale.
Ma fin dalle prime pagine è chiaro che sia tutta una facciata.
Il romanzo, narrato in prima persona da Mary, ci trascina completamente all'interno di una relazione profondamente malata. Cal esercita su di lei un controllo costante, ogni aspetto della sua vita è regolato secondo la sua idea di quale debba essere la “moglie perfetta”.

Mary non ha davvero la possibilità di scegliere. Per lei non esiste un’alternativa, non c’è una via di fuga e, soprattutto, non c’è nessuno a cui chiedere aiuto.

C'è una forte componente psicologica. La manipolazione di Cal non si limita alla paura, Mary arriva a mettere in discussione la percezione che ha di sé stessa, dei propri ricordi e persino della realtà che la circonda. È un controllo che rende ancora più angosciante la sua condizione.

Poi arrivano le lettere trovate sotto il pavimento lasciate dalla donna che viveva nella baita prima di Mary. Cosa le è successo?

Non uscire dal bosco È un romanzo cupo e claustrofobico. Più si procede e più si avverte l'angoscia crescere, fino ad arrivare a un finale che ho letto letteralmente in apnea.

Non è un libro costruito su grandi colpi di scena, la vera tensione nasce dall'attesa, dall'angoscia e dalla consapevolezza che qualcosa di terribile potrebbe accadere da un momento all'altro. È praticamente impossibile smettere di leggerlo.

Non uscire dal bosco
Becca Day

Piemme, pubblicato nel 14 luglio 2026
304 Pagine

In una baita sperduta nel cuore delle Highlands, Cal e Mary vivono quello che, almeno in apparenza, sembra un matrimonio “perfetto”, dove Mary incarna alla perfezione il ruolo della moglie tradizionale.
Ma fin dalle prime pagine è chiaro che sia tutta una facciata.
Il romanzo, narrato in prima persona da Mary, ci trascina completamente all'interno di una relazione profondamente malata. Cal esercita su di lei un controllo costante, ogni aspetto della sua vita è regolato secondo la sua idea di quale debba essere la “moglie perfetta”.

Mary non ha davvero la possibilità di scegliere. Per lei non esiste un’alternativa, non c’è una via di fuga e, soprattutto, non c’è nessuno a cui chiedere aiuto.

C'è una forte componente psicologica. La manipolazione di Cal non si limita alla paura, Mary arriva a mettere in discussione la percezione che ha di sé stessa, dei propri ricordi e persino della realtà che la circonda. È un controllo che rende ancora più angosciante la sua condizione.

Poi arrivano le lettere trovate sotto il pavimento lasciate dalla donna che viveva nella baita prima di Mary. Cosa le è successo?

Non uscire dal bosco È un romanzo cupo e claustrofobico. Più si procede e più si avverte l'angoscia crescere, fino ad arrivare a un finale che ho letto letteralmente in apnea.

Non è un libro costruito su grandi colpi di scena, la vera tensione nasce dall'attesa, dall'angoscia e dalla consapevolezza che qualcosa di terribile potrebbe accadere da un momento all'altro. È praticamente impossibile smettere di leggerlo.
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